ADIVASI ADIVASI INDIA SCONOSCIUTA MUSEO DELLE CULTURE DEL MONDO CASTELLO D’ALBERIS GENOVA ADIVASI TRIBAL ART

ETHNOFLORENCE

INDIAN AND HIMALAYAN FOLK AND TRIBAL ARTS

2008 – 2016

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ADIVASI INDIA SCONOSCIUTA

Adivasi UNKNOWN INDIA was a 2010 exhibition at Museo delle Culture del Mondo Castello D’Albertis Genova.

20 marzo – 22 maggio 2010
Castello D’Albertis – Museo delle Culture del Mondo
Musei di Strada Nuova – Palazzo Bianco

tel.010 2723820    Palazzo Ducale: 010 5574064-65

 www.castellodalbertis.museidigenova.it   www.palazzoducale.genova.it

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 PHOTO COURTESY OF INNERLAND  http://innerland.splinder.com/post/22878383/adivasi

 
Tornano di ‘moda’ gli Adivasi nel 2010, una mostra questa di Genova praticamente in contemporanea con l’analoga
esibizione che si tenne l’anno scorso al Musee du Quai Branly di Parigi ‘Autres Maitres de l’Inde Creations
Contemporaines des Adivasi’ (30.3.10-18.7.10) ‘

 

Non ho avuto modo di visitare la mostra genovese, della quale edito alcune belle fotografie.

 

Lo spirito di quella parigina, come già scritto,mi è sembrato ispirarsi prevalentemente, nelle sue varie sezioni,al
concetto di ‘change and continuity’ delle tradizioni materiali di queste popolazioni(termine ‘change and continuity’
esemplificativo, che riprendo dal titolo di una mostra sulla materia ‘Change and continuity: Folk and Tribal Art of
India’ Lowe Art Museum Miami )

 

Una continuità non scevra di cambiamenti piuttosto radicali rispetto alle espressioni artistiche ‘genuine’ parzialmente
repertoriate per esempio nel 1950 nel catalogo di Verrier Elwin ‘Tribal Art of Middle India’.

 

Per fare un solo esempio, la sezione della mostra parigina dedicata ai ‘Village gods of South India’, vedeva
protagoniste figure in terracotta che stilisticamente erano molto lontane dagli originali per esempio esibiti
nel 1968 a Philadelphia nella storica esibizione di Stella Kramrisch ‘Unknown India Ritual Art in tribe and
Village’. Rappresentazioni stanche ai limiti del caricaturale di una tradizione iconografica ormai, salvo rare
eccezioni , irrimediabilmente perduta in loco (dove per esempio le figure in terracotta sono state  ormai
ampliamene sostituite da quelle in cemento).

 

Più in generale la decontestualizzazione dei pochi materiali genuini degli Adivasi è in gran parte avvenuta prima di
un serio studio degli usi e costumi delle popolazioni che gli avevano prodotti, ciò ha tolto molte ‘basi scientifiche’
alla materia, negli ultimi decenni poi la ‘desertificazione’degli oggetti originali delle aree tribali ha favorito una
parallela produzione di materiali contraffatti. Si potrebbe citare, per esemplificare, la produzione industriale di
‘materiale’ Santhal nel villaggio di Nexalbari. Ma è soltanto un esempio.

 

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